Scorregge al buio

scritto da alessandro il 5 agosto 2003 Commenti 0

"C'era quella ragazza che stava con un mio amico. Un giorno decisero di andare ad una festa molto In. Passarono la giornata entrambi tra estetisti, negozi di vestiti e parrucchieri per essere preparati al meglio. Arriva la sera e lui la passa a prendere a casa. In quel mentre la ragazza comincia ad avere un po' di trambusto intestinale, ma elabora al volo un piano per non rischiare di fare brutta figura col suo ragazzo. Da vero gentleman le apre lo sportello, la fa accomodare in macchina, e lo richiude. Lei decide di "mollare", approfittando del momento in cui lui, chiuso lo sportello, girerà attorno all'auto per entrare al suo posto. Detto fatto, e riesce anche ad aprire il finestrino arieggiando un po' prima che lui salga. Avrebbe funzionato a meraviglia, se però si fosse accorta prima dei genitori di lui seduti nel sedile posteriore."

Storia famosissima, ripresa diverse volte anche nel mondo televisivo e pubblicitario. E' una di quelle gaffes che ci fanno ridere, ma un po' di impauriscono perché potremmo commetterle ognuno di noi. Si gioca sul contrasto della "festa di classe" e la "volgarità" di un peto. Nella nostra società è infatti ben radicato il tabù di alcuni nostri comportamenti animali, come i peti, i rutti, che assolutamente non possiamo fare in pubblico. Ma è una cosa naturale, e in noi si genera questo misto di voler fare ma non poter farlo, un certo desiderio di dissacrazione del tabù che trova sfogo in questa leggenda. In fondo tutti avremmo voluto almeno una volta scoreggiare in pubblico! O no?

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