"Il caso del doppio Beatle" giunge alla quarta edizione

scritto da alessandro il 7 febbraio 2010 Commenti 2 Libri

Quarta Edizione, ottobre 2009.
Nel 1969 esce Abbey Road dei Beatles. Un album come gli altri, un altro grande LP dei Beatles. Apparentemente.
Già, apparentemente, perché sulla copertina c'è qualcosa che non convince del tutto gli appassionati. Una serie di indizi (descritti minuziosamente all'interno di questo volume) contribuisce a far nascere quella che è una delle più affascinanti e cupe leggende metropolitane della musica pop: la morte di Paul McCartney. E, come un fiume lasciato scorrere, da quel momento gli indizi si moltiplicano e le interpretazioni si complicano. Da "Sergeant Pepper" fino a "Let it be" passando per le foto di cronaca e le notizie mondane, per la prima volta viene ricostruita la storia che nessun appassionato di musica dovrebbe ignorare, il caso che ha affascinato e spaventato: il caso del doppio Beatle.
Il "dossier" di Cartocci è stato il primo libro in Italia sull'argomento, e il più completo ad oggi. Ha suscitato numerosi dibattiti in Rete, in TV e sulla carta stampata, nonché conferenze, che hanno rinnovato l'interesse e moltiplicato i punti di vista.
In questa quarta edizione, l'inchiesta si arricchisce di un ulteriore capitolo di aggiornamento con le clamorose rivelazioni riportate nell'inchiesta pubblicata sulla rivista Wired nell'agosto 2009.
Molto probabilmente i colpi di scena che riguardano questo appassionante "Mistero" non sono ancora finiti.

Riportiamo il commento dell'autore, Glauco Cartocci:

Sembra impossibile, ma nei quattro anni passati dalla prima stesura del Caso del Doppio Beatle (2005), la Storia Infinita della PID non solo non ha accennato a raffreddarsi, ma è andata arricchendosi. Ulteriori indizi, teorie, dibattiti-fiume sulla Rete: per essere una vicenda di 40 anni fa, la cosa è davvero singolare. A rinnovare l'interesse per i Beatles e a fornire ulteriore carburante per la PID, la pubblicazione, a fine 2006, del CD "Love", in cui Sir George Martin, produttore del gruppo, ha rivisitato, in una sorta di "Blob" sonoro, molti loro storici brani. Nel 2009, inoltre, il loro intero catalogo è stato rieditato in cofanetto, proprio in concomitanza con il 40ennale di Abbey Road. Sulla Rete abbiamo assistito anche al più sfrenato scatenarsi di fantasie, alle quali faccio solo un accenno, altrimenti potreste pensare che la pazzia dilaga. C'è un webmaster che sostiene che Paul sia la reincarnazione del dio egizio Osiride, che fu smembrato in 13 pezzi per poi rinascere, e di ciò individuerebbe la prova nella copertina dell'album dei Macellai, "Yesterday and Today".
Oppure troviamo un altro tizio che ha impiantato tutto il suo sito su una presunta aderenza dei Beatles al messaggio cristiano: la copertina di Sgt. Pepper's rappresenterebbe NON la bara di Paul, ma i quattro che vegliano il Santo Sepolcro. Altri ancora legano la PID a tutta una serie di profezie numerologiche, a cavallo fra il secolo scorso e l'attuale. Fortunatamente, ho trovato anche interlocutori preparatissimi e stimolanti, con i quali ho scambiato conversazioni decisamente più valide.

Gli indizi ulteriori coprono un vasto arco temporale; oltre alle classiche tipologie (grafiche/visive e sonore) abbiamo anche contraddizioni e atteggiamenti comportamentali del diretto interessato, che hanno suscitato perplessità nel popolo del Web. Il fronte PID si è rafforzato e diramato in sottocategorie di cui la più diffusa è quella di coloro che sostengono che Paul sia stato rimpiazzato ma NON necessariamente morto. A supporto della obiezione "storica": «come si fa a trovare un imitatore altrettanto capace?» portano esempi tratti dalla cultura televisiva (gli show di sosia, tipo "Re per una notte", o trasmissioni come "Frankenstein" in cui esperti manipolatori indottrinano i concorrenti ad agire diversamente dalla propria natura). Di recente su "YouTube" è comparso anche un bravissimo "imitatore rock", e Paul McCartney è uno dei suoi "pezzi forti".

D'altra parte, il fronte PIA (Paul Is Alive) continua a essere numericamente soverchiante, e l¹arma della logica ³comune² è certamente dalla sua. Il mio ruolo, è bene ribadirlo, è solo quello di osservatore; pro o contro, l'importante è raccogliere informazioni, vagliate e ragionate. Entrambe le fazioni, a mio parere, sono molto condizionate da quello che definisco "wishful thinking" cioé il volere trovare conferma del proprio assunto di partenza, del proprio desiderio, nei fatti. I PIA non vogliono neanche pensare che il loro idolo sia stato sostituito e soprattutto rifiutano l'idea di essere stati ingannati per tanto tempo.
A questi, ai quali emotivamente mi sento vicino, ricordo che, anche nel caso contrario, il Secondo Paul sarebbe personaggio di grande caratura: la storia dei Beatles non ne risulterebbe affatto sminuita, anche se, inevitabilmente, sarebbe diversa. Un'ennesima meraviglia si aggiungerebbe a quella favolosa parabola artistica. Per questo, mi sento di rigettare del tutto le connotazioni negative che i "PID" più esasperati attribuiscono al cosiddetto "Faul": io non parlerei davvero di "impostore", ma casomai di prosecutore, legittimo successore.
E non è da escludere del tutto, ne parleremo più avanti, la possibilità che il Primo Paul sia ancora vivo e "dietro le quinte"... in tal caso i Fab Four sarebbero addirittura... Fab Five!

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http://libri.fnac.it/a375241/CARTOCCI-GLAUCO-Il-caso-del-doppio-beatle?PID=7020
http://www.recensionidilibri.it/8873710719
http://www.deastore.com/autore/Glauco%20Cartocci.html
http://www.webster.it/vai_libri-author_Cartocci+Glauco-shelf_BIT-Cartocci+Glauco-p_1.html
http://www.webster.it/libri-caso_doppio_beatle_piu_completo-9788873713623.htm

Commenti

Daniele
03/06/2011 12:02:36
Anche se esistesse il "doppio McCartney", se i Beatles sono arrivati a quel che erano e a quel che sono ancora, di sicuro il merito è  del "Secondo McCartney" e non del "primo" ;)
Veronica
08/10/2012 19:10:54
Non penso proprio perché sono diventati famosi con il primo, il secondo ha trovato tutto già fatto ha dovuto solo adeguarsi, avrà pur composto Hey Jude o Let it be'...ma non dimentichiamoci che Paul ha scritto yesterday e molte altre vere canzoni bellissime....i Beatles sono entrati nella storia e l'hanno cambiata dal 1963....non dico che se dovesse esistere un secondo Paul comunque non sia male ma non potrà mai sostituire il vero e inimitabile Paul.
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