I segni degli zingari

scritto da alessandro il 5 settembre 2009 Commenti 4 Leggende del quotidiano

Articolo tratto dal sito di Paolo Attivissimo www.attivissimo.net/antibufala/zingari/segni.htm

Con le solite varianti tipiche delle catene di sant'Antonio, sta circolando da molto tempo, con periodici picchi di diffusione, un e-mail che contiene un elenco di segni in codice usati dagli zingari per contrassegnare le case facili da derubare e quelle da evitare. All'e-mail è solitamente allegato un documento Word o un'immagine che presenta questi segni.
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Le prime segnalazioni di questo caso sono giunte al Servizio Antibufala il 15 aprile 2005, ma mi risulta che appelli analoghi siano in circolazione da anni, come indicato dall'esistenza di siti che presentano lo stesso elenco o sue varianti. Uno degli articoli riguardanti il cosiddetto "codice degli zingari" risale addirittura al 1997, e segnala che di questo "codice" hanno parlato numerosi quotidiani e telegiornali regionali. Paolo Toselli, coordinatore del Centro Raccolta Voci e Leggende Contemporanee, autorevole sito dedicato a questo tipo di appelli, mi scrive che "in Italia il caso esplode negli anni '90, ma si riscontrano segnalazioni sin dagli anni '60".
Secondo il Corriere di Chieri, a giugno 1997 il cosiddetto "codice degli zingari ladri" sarebbe finito anche "sul tavolo del ministro degli Interni, Giorgio Napolitano, poiché il senatore della Lega Nord Luigi Peruzzotti chiedeva di diffonderlo per garantire maggiore sicurezza ai cittadini" (Peruzzotti è la grafia riportata dal sito del Senato; altre fonti scrivono "Perruzzotti").
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L'elenco è spesso contraddittorio e privo di senso: per esempio, "AM" viene spiegato a volte come "pomeriggio", a volte come "mattina". Inoltre non si capisce che senso abbia un'indicazione del tipo "evitare questo comune": per essere utile, andrebbe scritta sul cartello stradale d'ingresso al comune, o su tutte le porte di tutte le abitazioni.
E' inoltre estremamente improbabile che un'organizzazione criminale continui a utilizzare per anni simboli in codice il cui significato è (almeno così pare) noto alle vittime: sarebbe come un esercito che usa un codice cifrato conosciuto dal nemico.
Inoltre, come giustamente segnalato da un articolo sull'argomento, ci sono alcune incongruenze che il buon senso magari non coglie subito perché distratto dalla classica leva psicologica della paura per l'"altro", il "diverso".
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Riassumo inoltre qui sotto le interessantissime note mandatemi dal già citato Paolo Toselli sull'argomento:

"Si tratterebbe di messaggi in codice: due pallini, casa facile; due linee in croce, donna sola e anziana; tre linee ondulate, girare al largo... e così via. Ad avvalorare le storie, un volantino, di norma anonimo - che elenca i simboli e il loro significato e avverte i cittadini di stare allerta all'apparire del "codice segreto".
I commenti degli organi di polizia a tal proposito sono perlomeno ambigui: molte volte hanno smentito la veridicità della storia e quindi il contenuto del volantino, altre volte lo hanno avvalorato. Il CeRaVoLC nel corso degli anni ha raccolto molte notizie di stampa sui simboli che da noi si dice utilizzati dagli zingari, oltre a diverse copie dei volantini che ne interpretano il significato, recentemente apparsi anche su alcuni siti Internet.
Secondo quanto riferitomi da Peter Burger [studioso olandese di leggende metropolitane], a inizio dello scorso mese di marzo [2005] anche i Paesi Bassi sono stati colpiti da insistenti voci a proposito della comparsa di strani segni apparsi sui muri delle case. Questi sarebbero stati fatti da non meglio identificati ladri per indicare obiettivi più o meno facili. Pare che anche la polizia abbia preso sul serio l'allarme, che da loro non si era mai manifestato prima. Casi simili erano già accaduti in Portogallo e Spagna.
Al volantino coi "segni di riconoscimento utilizzati da zingari e ladri d'appartamento" ed alla sua diffusione oltralpe faceva già cenno Jean-Noel Kapferer nel suo libro "Le voci che corrono" (Longanesi, 1988, p. 18) pubblicato originariamente in Francia nel 1987.
Per comprendere l'essenza del "codice segreto" e la sua origine è significativo l'articolo pubblicato nel 1994 dal sociologo francese Jean-Bruno Renard e intitolato "Le tract sur les signes de reconnaisance utilisés par les cambrioleurs: rumeur et réalité". (in "Le Réenchantement du monde. La métamorphose contemporaine des systèmes symboliques", a cura di Patrick Tacussel, L'Harmattan, Parigi 1994, pp. 215-241).
La grande diffusione delle voci collegate ai contenuti del volantino è dovuta al fatto che le stesse fanno appello ad un tema su cui si focalizzano anche molte leggende metropolitane, ovvero l'insicurezza, e ad un elemento parimenti frequente quale la rivelazione di un messaggio nascosto.
Ma ancor più interessante è la dimostrazione operata da Renard che pressoché tutti i simboli presenti nell'attuale versione del volantino erano già noti da decenni, la maggioranza sin dagli anni '20-30.
Alcuni sono rimasti identici nella forma e nel significato (la metà), altri hanno subito modifiche nella forma e altri ancora nel significato. All'origine questi segni erano attribuiti ai viandanti e ai vagabondi che li avrebbero utilizzati per comunicare ad altri loro simili se sarebbero stati accolti favorevolmente o meno dai proprietari delle case a cui avevano bussato.
Pertanto se il volantino si ispira a segni veramente utilizzati tempi addietro è probabile che questo "linguaggio" sia stato abbandonato negli anni '50 con la scomparsa dei viandanti e l'avvento della delinquenza urbana individualista e priva di tradizioni.
Quanto all'uso corrente di questi simboli da parte degli zingari non vi sono prove. Ma anche supponendo che i simboli a cui fa riferimento il volantino siano utilizzati dai ladri di appartamenti, il solo fatto di averli resi pubblici (più volte anche sui quotidiani) in breve tempo annullerebbe la loro validità: sia per il fatto che i malfattori avrebbero cambiato simbologia, sia perché la gente comune li avrebbe utilizzati a sua volta come contromisura per tener lontani gli stessi malintenzionati.

Insomma, come tutte le voci e le leggende metropolitane, il volantino riduce l'incertezza legata ad avvenimenti imprevedibili. La sua circolazione crea una comunicazione, una coesione sociale attorno ad un sentimento di insicurezza. La figura arcaica del viandante e del vagabondo che chiede l'elemosina è stata sostituita dal ladro di appartamenti, o dallo zingaro, il quale incarna paure ancestrali. Come sottolinea infine Renard, il volantino e il suo codice segreto esprimono indirettamente la nostalgia dei tempi passati in cui esisteva una forte coesione nella comunità e dove la minaccia poteva venire solo dall'esterno: i nomadi e i vagabondi.

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Commenti

marika
01/06/2010 03:56:53
da noi hanno attaccato questo simbolo   BIG 1 e un bimbo disegnato
rrt
27/03/2011 01:59:19
il top della "ciste" (sfiga in napoletano) restano le suore nella 127 bianca!
Federica
25/11/2011 07:45:42
A noi ci hanno già spennato!e solo dopo avere visto la puntata delle IENE di mercoledi 4 maggio che sono andata a vedere sul mio citofono o sulla porta se per caso avevo qualche strano segno e mi è venuto un colpo quando ho visto una X sulla buca lettera e incisa con qualche cosa di appuntito perchè non viene via con niente, ho provveduto a coprirla con un adesivo
Federica di Lugano
Beckie
01/02/2012 18:19:54
davanti al vecchio condominio di mia nonna c'era il simbolo che indicava la donna sola, e pochi giorni dopo sono entrati i ladri... bufala o no, qualcuno ha iniziato ad usarla...
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