I)
Appello di Diritto Privato. Una tipa fa un'interrogazione piu' che perfetta e il prof (il piu' stronzo di tutti, a sentire le voci) congratulandosi con lei le dice che darle 30 e lode e' poco... allora si sfila il Rolex e le dice di accettarlo per ricordo. Lei, dopo lunghi tentennamenti, si lascia convincere, prende l'orologio e porge il libretto, sentendosi dire: "Signorina, lei ha accettato la donazione di un bene di valore non modico: dovrebbe sapere che ci vuole il contratto scritto. Si ripresenti al prossimo appello".
II)
Pare che un professore abbia iniziato una sessione bocciando uno dietro l'altro i poveri studenti in questo modo:
Battendo piano la punta di una chiave sulla cattedra, il professore chiedeva: "Cos'e' quest'oggetto ?" Gli studenti rispondevano, chiaramente "Una chiave". Dopo una ventina di studenti che venivano bocciati in questo modo, arrivò un tipo che alla solita domanda rispose: "Un oggetto contundente". Il professore, sorpreso, sorride e aggiunge: "Bene, possiamo cominciare l'esame."
III)
Professore: "Mi dica che cosa e' il matrimonio"
Studente: "Il matrimonio e' un contratto che..."
Professore: "No"
Studente: "Il matrimonio e' un contratto che"
Professore "Noo"
Studente: "Ma professore, si, il matrimonio e' un contratto che..."
Professore: "NO! Il matrimonio e' IL contratto che... Ci vuole precisione. Torni al prossimo appello"
Studente: "Lei non e' UNO stronzo, lei e' LO stronzo"
IV)
Una ragazza mezza nuda si presenta all'esame di privato senza aver nemmeno aperto il libro contando solo sul suo vedo e non vedo. Dopo una decina di domande e tutte senza esito positivo il Professore offre una sigaretta alla ragazza dicendole che forse così si potrà sentire più a suo agio. Decide così di farle un'ultima domanda:
"Sa dirmi come finisce l'ultimo canto dell Illiade?"
La ragazza sorpresa della domanda risponde ovviamente di no. A quel punto il Professore risponde: "Finisce così: "Addio Troia fumante", e la invita ad andarsene.
Questa è sicuramente una delle leggende universitarie più conosciute e diffuse, e soprattutto oggetto di innumerevoli varianti. A volte è ambientata all'esame di Italiano (o comunque di Lettere). In altre versioni è la ragazza stessa a chiedere di poter accendersi una sigaretta o di presentarsi all'esame con la sigaretta già accesa. Altre volte viene indicata, come frase conclusiva, direttamente la versione Latina: "Ecce, Troia fumans".