L’incidente motociclistico di Bob Dylan

scritto da fabio caironi il 18 febbraio 2006 Commenti 0 Musica

Bob Dylan ebbe, il 29 luglio 1966, un incidente motociclistico molto grave, che lo tenne lontano dalle folle per lungo tempo. Dylan fu ricoverato per mesi in un ospedale, perché nella caduta aveva riportato la frattura di una vertebra cervicale, quindi abbisognava di assistenza continua.
I fans, e soprattutto i suoi detrattori, quelli che dal festival di Newport ’65 lo chiamavano “traditore”, non accettarono l’incidente, e iniziò una ridda di voci su quanto era successo.
Le leggende metropolitane si divisero in due segmenti: quelle che accettavano l’incidente, ma ne drammatizzavano le conseguenze, e quelli che invece lo negavano. I primi sostenevano che Dylan, nella caduta, fosse rimasto paralizzato, o sfigurato, o ingessato completamente. Circolò la voce che fosse addirittura morto.

Chi era convinto che non ci fosse stato nessun incidente, ipotizzava scenari altrettanto inquietanti. Si sosteneva che Dylan fosse in clinica, a disintossicarsi dall’eroina, e che addirittura, proprio durante i giorni del festival di Woodstock, fosse in corso un lavaggio completo del suo sangue, al fine di purificarlo dalla droga. Le voci, tra gli appassionati del periodo, persistono tuttora.
In realtà non si è trattato di altro che di un incidente stradale, molto grave, ma nulla di più. È lo stesso Dylan a dirlo, in un’intervista di un paio di anni dopo: “Persi il controllo, sbandai da sinistra a destra. Vidi tutta la mia vita passarmi davanti… il fatto che ne sia uscito fuori ha del miracoloso”.

Dylan fece il suo ritorno sulle scene il 21 gennaio 1968, diciotto mesi dopo l’incidente, per onorare la memoria del suo punto di riferimento Woody Guthrie. Da allora, tra alti e bassi, non ha più smesso di suonare.

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