Il coniglio resuscitato

scritto da alessandro il 5 settembre 2005 Commenti 0 Leggende del quotidiano

Tutto comincia in un condominio. Al piano terra, con giardino, vivono due anziani coniugi. Un bel giorno arriva una coppia più giovane che si stabilisce al quarto piano. Si sa come vanno queste cose: una parola tira l'altra, e tra le due famigliole nasce una buona amicizia. Entrambe non hanno figli, ma qualcosa di più: i coniugi del quarto sono fieri del loro cane. Gli altri due possiedono invece uno splendido coniglietto dal pelo lungo, sempre perfettamente pettinato e infiocchettato. Vive in giardino, nel quale si muove liberamente. Un sabato mattina, la coppia del quarto piano sta caricando l'auto per il fine settimana. Le persiane del piano terra sono abbassate: devono essere partiti anche loro. Ad un tratto esce dal giardinetto il cane, tenendo delicatamente in bocca un fagottino bianco sporco di terriccio: il coniglio dei vicini, morto. Emergenza. Lei sale di corsa a casa, lava la povera bestiola, ne asciuga il pelo col phon (il vero protagonista di questa storia: compare in tutte le versioni, che sono centinaia). Poi, col marito, lo infila nella gabbia.

Per fortuna, sembra che nessuno li abbia visti, e così partono tranquilli. Il lunedì mattina, ritorno in città, trovano davanti al giardinetto dei vicini un sacco di gente. I due cercano di guadagnare il portone, ma vengono intercettati. "E' successa una cosa incredibile. Venerdì pomeriggio, mentre stavamo per andar via, ci siamo accorti che il nostro Foggy era morto. Potete immaginare il dolore. Ma siamo voluti andar via lo stesso, per non deprimerci ancora di più. Così, prima di partire lo abbiamo sotterrato in giardino, in quell'angolo là. Stamattina siamo rientrati, e…è pazzesco. Lui era là, nella sua gabbia. Come se ci aspettasse."

Questa è una delle tante leggende divertenti, sul quale sarebbe inutile indagare sulle fonti, i motivi da cui nasce, e le tematiche che intende affrontare. E' una storiellina divertente, quasi una barzelletta, da prendere così, per farci magari una risata sopra.

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