Abbiamo intervistato Massimo Polidoro, co-fondatore e Segretario nazionale del CICAP. Molti di voi probabilmente lo conosceranno già per le sue numerose conferenze, apparizioni televisive, indagini e ricerche. Polidoro è infatti uno dei maggiori esperti internazionali su presunti fenomeni misteriosi o paranormali.
Dal 1989 dirige la rivista "Scienza & Paranormale", dal 1996 è responsabile della James Randi Educational Foundation e dal 1997 è direttore editoriale della collana "ApertaMente" della casa editrice Avverbi di Roma. È membro onorario dell'americano Committee for the Scientific Investigation of Claims of the Paranormal (CSICOP). É autore di numerosi libri e articoli sui rapporti tra scienza, paranormale e pseudoscienza, nonché docente di "Metodo scientifico, Pseudoscienze e Psicologia dell'Insolito" presso la Facoltà di Psicologia dell'Università di Milano-Bicocca.
Grazie innanzitutto di aver accettato questa intervista. Come e quando nasce il suo interesse per l'insolito?
La molla di tutto credo sia scattata quando ho scoperto da bambino che in realtà non era possibile piegare cucchiaini e forchette con la forza del pensiero, come dicevano di fare certi sedicenti sensitivi, ma che serviva un trucco. L’ho scoperto leggendo un libro di Piero Angela (Viaggio nel mondo del paranormale) e, sempre grazie a quel libro, ho scoperto quanto affascinante, istruttivo e divertente fosse sforzarsi di capire come funzionano veramente le cose, piuttosto che adagiarsi in una sterile contemplazione di misteri ed enigmi storici o del presunto paranormale. Da allora, tutto quello che era insolito mi ha sempre affascinato (per saperne di più vedi anche: "come sono diventato investigatore dell'occulto").
Il Cicap nasce nel 1989, e lei è uno dei fondatori. Come e perché nasce? Quali sono i suoi obiettivi, le sue finalità?
Il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale (Cicap) è un'organizzazione scientifica e pedagogica, senza fini di lucro, che promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti del paranormale. E' nato nel 1989 per iniziativa di Piero Angela e di un gruppo di studiosi che ha sottoscritto la seguente dichiarazione comune: "Giornali, settimanali, radio e televisioni dedicano ampio spazio a presunti fenomeni paranormali, a guaritori, ad astrologi, a pratiche mediche cosiddette alternative; trattando tutto ciò in modo acritico, senza alcun criterio di controllo; anzi cercando, il più delle volte, l'avvenimento sensazionale, che permetta di alzare l'indice di vendita o di ascolto.
Noi riteniamo che ciò sia profondamente diseducativo e contribuisca non solo ad incoraggiare la già diffusa tendenza all'irrazionalità, ma anche a dare credibilità ad individui che traggono profitto da questa situazione. Portiamo perciò avanti un'opera di informazione e di educazione rispetto a questi temi, per favorire la diffusione di una cultura e di una mentalità aperta e critica, e del metodo razionale e scientifico nell'analisi e nella soluzione dei problemi.
Sollecitiamo un'attenzione ed un impegno particolari verso i nostri obbiettivi da parte di scienziati, intellettuali e di tutti coloro che, come insegnanti, stimolano ed influenzano la vita culturale del Paese".
Oggi il CICAP rappresenta un punto di riferimento per il pubblico e i media che si occupano di fenomeni misteriosi e si impegna per intervenire nelle scuole. Ha una sede centrale a Padova, un distaccamento a Torino e un centro di riferimento in quasi ogni regione italiana. Conduce decine di test, esperimenti e verifiche ogni anno sui fenomeni più curiosi. Pubblica una rivista, Scienza & Paranormale, distribuita per abbonamento, dove racconta i risultati di queste indagini; ha un sito (www.cicap.org) che conta oltre 100.000 visitatori al mese; organizza "Corsi per investigatori di misteri", sempre esauriti, e Convegni internazionali: l'ultimo, ad Abano Terme poche settimane fa, ha raccolto oltre 500 esperti provenienti da tutto il mondo. Inoltre, abbiamo appena lanciato una nuova rivista, "Magia", interamente dedicata al mondo dell'illusionismo, alla psicologia e alle tecniche dell'inganno (www.rivistamagia.it).
Ne fanno parte, oltre a Piero Angela, Umberto Eco, Silvio Garattini, Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, Tullio Regge, Carlo Rubbia e tanti altri scienziati e studiosi, ma vi aderiscono anche centinaia di studenti, insegnanti, professionisti, casalinghe, pensionati e semplici curiosi.
Qual'è il suo rapporto con le Leggende Metropolitane? Se ne è mai imbattuto personalmente?
Certo, come tutti. Anche a me è capitato qualche volta di prendere per vera quella che poi si è rivelata solo una leggenda. Per fortuna, uno dei fondatori del CICAP è proprio Lorenzo Montali, che avete già intervistato su queste pagine: ed è a lui - mio caro amico e con cui abbiamo letteralmente fatto nascere il Comitato - che mi rivolgo ogni volta che ho qualche dubbio. Un altro prezioso amico e punto di riferimento è Paolo Attivissimo, che cura un imperdibile Servizio Antibufala.
Pensa che anche per le Leggende Metropolitane sia necessaria una verifica e/o un'indagine, o piuttosto che siano "innocue" e non abbiano bisogno di essere confutate?
Ci sono sicuramente leggende innocue, ma molte non lo sono affatto: a volte trasmettono paure infondate, creano timori immaginari, diffondono messaggi razzisti di rifiuto di chi è "diverso" da noi, procurano disagi e in qualche caso autentico dolore. Per tutti questi motivi credo che sia sempre bene condurre una verifica e andare a fondo di ogni "strana" storia.
Lei ha dedicato molto interesse a misteri e fatti insoliti della storia, cercando di affrontare da un punto di vista scientifico e storico temi leggendari (come Atlantide, il Graal, il complesso di Stonehenge, etc.). Molto spesso è così difficile rapportare l'elemento mitico e/o leggendario alla realtà storica, non trova?
E' vero. Però, anche per le leggende più antiche è quasi sempre possibile risalire a una fonte originaria, che magari ci aiuterà a risolvere il mistero. Prendiamo il caso di Atlantide: ancora oggi c'è chi fa mille ipotesi su dove potesse essere questo incredibile continente incantato, come possa essere sprofondato nel mare e così via. Quando in realtà, se si va a "scavare" nel passato, si scopre che a parlarne per primo fu Platone, il quale spiegava che si era inventato questa civiltà immaginaria per illustrare in uno dei suoi dialoghi i pericoli che può correre la democrazia.
Come organizza a questo proposito il suo lavoro di ricerca e di indagine?
Cerco sempre di risalire alle fonti originali delle affermazioni che mi interessa esaminare. Non mi fido di chi fa resoconti successivi, perché spesso sono adattati, abbelliti... Spesso parti importanti risultano tagliate o manipolate. Tante volte, è sufficiente riprendere in mano i fatti originali, così come erano stati raccontati all'epoca, per vedersi dispiegare la soluzione di un mistero.
E' da poco uscito il suo ultimo libro "Grandi Gialli nella Storia" (Edizioni Piemme), un'interessante indagine dove affronta le storie di personaggi molto diversi, accumunati da una terribile aurea di mistero intorno a loro. Ci parli del suo nuovo libro, come e perchè nasce? A quali conclusioni è giunto?
Dopo essermi occupato di tanti enigmi storici (da Atlantide al Triangolo delle Bermuda, dalla maledizione di Tutankhamon al mostro di Loch Ness...), per i quali l'indagine scientifica era stata determinante nel giungere a una soluzione, mi sono chiesto se lo stesso metodo poteva applicarsi anche a gialli di tipo "criminale"... e devo dire che il risultato ha sorpreso anche me. Vicende come quella della Maschera di Ferro, l'assassinio di Kennedy, il mistero di Anastasia, Jack lo Squartatore, il Mostro di Firenze e altri, hanno segnato la storia e l'immaginario, hanno fatto scrivere pagine e pagine tra mito e realtà, vero e verosimile, indizi, prove e semplici fantasie. Si tratta di misteri che hanno dato adito a interpretazioni in cui i temi del complotto o dell'intervento di forze oscure e soprannaturali hanno aggiunto mistero al mistero, lasciandoci con la sensazione che la parola fine non verrà mai detta. In questo libro non pretendo di offrire soluzioni definitive, ma ho cercato di offrire chiavi di lettura che ci avvicinino alla realtà dei fatti.
Il tema del complotto, di forte impatto per il pubblico, è anche un tema ricorrente nelle leggende metropolitane. Quali potrebbero essere, secondo lei, la cause che generano nella gente l'idea di un complotto. Cosa c'è, generalmente, di vero, e soprattutto perchè è così facile far scattare questa forma di fobia?
I complotti e le cospirazioni sono uno degli argomenti più coinvolgenti e attraenti che ci siano e non è difficile capire perché. In genere, le teorie cospiratorie sostengono quanto segue. Primo, è in atto un tradimento; qualcuno (o qualcosa) sta cercando di fare del male.
Secondo, non solo i cospiratori vogliono fare del male ad altri, ma vogliono fare del male a noi, brava gente. Terzo, i cospiratori sono molto organizzati. Quarto, le loro azioni sono segrete e clandestine; i cospiratori sono molto bravi a coprire le loro tracce. Quinto, sono potenti; infatti, tutte le cospirazioni sono incentrate sulla distribuzione del potere, la sua monopolizzazione e mantenimento. Le teorie sulle cospirazioni, poi, sono quasi sempre populiste: sostengono e contano sull’uomo e la donna comuni, in particolare la loro visione delle cose e il loro diritto al potere. Le teorie sulle cospirazioni e il populismo hanno in comune una forte sfiducia nell’elite, in chi occupa posti di rilievo, i ricchi, i potenti, quelli con molti contatti – inclusi gli scienziati e altre persone colte, sagge e pompose. Nelle teorie sulle cospirazioni, i cospiratori controllano la vita pubblica controllando l’accesso alle fonti d’informazione significative. Per lottare contro una cospirazione, bisogna innanzitutto crederci. E l’idea centrale è che si deve scoprire la verità. Se si considera che nella storia autentici tentativi di cospirazione e complotto ci sono realmente stati, si capisce come sia facile lasciarsi convincere che esista un complotto anche dove in realtà non ce n'è alcuno se non nella fantasia di chi se l'è immaginato. Credo anche che tutto questo spieghi molto chiaramente il successo di una serie come X-Files.
Esiste un mistero, o comunque un fatto insolito che l'ha affascinata più degli altri in cui si è imbattuto?
Se restiamo ai "Grandi gialli della storia", quello che mi ha più scioccato è certamente la vicenda del Mostro di Firenze. Una storia intricata e piena di colpi di scena come nemmeno in un thriller di Thomas Harris (quello del Silenzio degli innocenti)! Ma a sorprendermi di più è stata di sicuro la storia dell'assassinio di Kennedy. Io, come tanti altri, avevo un'opinione ben precisa su quel tragico evento: un complotto, appunto; invece, più andavo a fondo con le indagini e più mi rendevo conto di come la realtà fosse molto diversa... e decisamente più inquietante.
Che cosa bolle in pentola? Sta già pensando ad un nuovo libro o una nuova indagine?
Certo, non riesco a restare inattivo a lungo! Proprio in questi giorni è uscito il primo numero di una nuova rivista da me diretta, si chiama "Magia" ed è interamente dedicata al mondo dell'illusionismo, alla psicologia e alle tecniche dell'inganno (www.rivistamagia.it). Poi, raccogliendo materiale per i "Grandi gialli della storia" mi sono reso conto di come la cronaca degli ultimi anni sia piena di vicende irrisolte che meritano un approfondimento. Dunque, è su questa strada che mi sto ora incamminando e credo che tra un annetto potremo vedere i risultati di queste mie indagini...