San Galgano e Re Artù

scritto da alessandro il 6 settembre 2004 Commenti 0 Oggetti Leggendari

Galgano Guidotti, nato 1148 da nobili genitori d'origine salica nel borgo di Chiusdino (SI), ebbe una vita felice e spensierata. Bello e prepotente, passò gli anni della gioventù quasi come tutti i nobili suoi coetanei, tra vizi e bagordi. Si fece cavaliere dopo che San Michele gli era apparso in sogno; in seguito ad un’altra visione, si ritirò come eremita in una capanna a pochi chilometri dal suo paese natio.Qui, in segno di rinuncia, conficcò la spada nel terreno adorandola come croce. Morì di stenti un anno dopo, nel 1181, dopo aver compiuto alcuni miracoli che gli valsero la canonizzazione nel 1185.

In seguito a quello che fu forse il primo processo di canonizzazione della storia, i monaci Cistercensi edificarono la Rotonda della Spada nel luogo della capanna dell'eremita, ed eressero dal 1218 la vicina Abbazia. Dopo un periodo di grande splendore durante i pellegrinaggi alle reliquie del Santo, fu completamente abbandonata finché, nel 1786, crollò il campanile distruggendo il tetto della navata principale. I materiali crollati sono stati oggetto di saccheggio per secoli, fino a che, agli inizi del 1900 è stata restaurata.
La spada è stilisticamente coerente con quelle risalenti al XII secolo, e di essa esiste una tradizione iconografica e di culto ininterrotta dalle origini ad oggi. Fino ai primi del Novecento era possibile estrarla completamente, ma in seguito fu bloccata con piombo fuso per impedire tentativi di furto e in due occasioni (intorno agli anni ’60 e nel 1991) fu perfino spezzata in tentativi di estrazione da parte di vandali.

Il collegamento tra Galgano e ciclo epico arturiano, che si diffondeva in Europa esattamente in quegli anni, è forse più diretto di quanto si possa pensare. Nella valle accanto a Galgano e in epoca contemporanea visse l'eremita Guglielmo di Malavalle, che secondo la tradizione era stato Guglielmo IX di Aquitania. Il conte aveva ospitato a corte i trovatori, ed era a propria volta un fine poeta. Non è incongruo, quindi, che abbia portato in Toscana la leggenda della spada nella roccia, poi ripresa e sfruttata dai monaci cistercensi, custodi della leggenda e del mito del santo. È da notare anche che uno dei cavalieri di Artù si chiamava Galvano. Che sia la traslitterazione mitica proprio di Galgano?
La figura di Galgano è in ogni caso ancora oggi un enigma. Le uniche informazioni che si hanno su di lui derivano dalla tradizione orale; degli atti del processo di canonizzazione possediamo solo una trascrizione quattrocentesca, e non esistono documenti coevi.

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