La Coca Cola contro l'Islamismo

scritto da alessandro il 5 settembre 2004 Commenti 0 Commerciali

Se osserviamo il logo della Coca-Cola con uno specchio vediamo apparire un messaggio contro il mondo islamico sull'immagine riflessa. Non si sa bene come sia nata questa voce, ma impiegò poco tempo a fare il giro del mondo. Nella fantomatica scritta offensiva sarebbe scritto "No a Maometto, No alla Mecca". Sebbene la scritta Coca-Cola, vista in questa prospettiva, possa ricordare la scrittura araba, non c'è nessuna prova che sia una cosa voluta e studiata.

La scritta fu elaborata da Frank Mason Robinson nel 1886, ritoccando il carattere "Spencerian Script". Dobbiamo ricordare inoltre che ai tempi della nascita, dietro alla Coca-Cola, non c'era la multinazionale che conosciamo oggi, ma un farmacista (John Pemberton) ed un suo amico (F. M. Robinson). È difficile dunque pensare che già ai primordi della nascita della bevanda ci sia stata una cospirazione anti-islamica. Tra l'altro quegli stessi mai avrebbero pensato che la loro bevanda sarebbe stata poi esportata in tutto il mondo, diventato uno status symbol.

Nel maggio 2000, il Grand Mufti Sheik Nasser Farid Wassel, la figura religiosa più importante in Egitto, diede la sua opinione proprio su questo fatto, dicendo che questo marchio fu scritto più di un secolo fa, e fu scritto non in arabico, ma con caratteri latini.

Simili voci non possono che danneggiare enormemente la ditta coinvolta, tanto che la Coca-Cola non ha fatto eccezione. In Egitto, paese dove la bevanda detiene il 54% del consumo di bevande, la Coca-Cola ha subito un calo delle vendite d el 15-20%.

 

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