In questi ultimi giorni sta girando velocemente una mail che "rivelerebbe" il pericolo di attacchi terroristici alla Metropolitane di Roma o Milano durante il giorno di Pasqua (11 Aprile 2004). Riporto qui di seguito il testo integrale della e-mail, così come ci è stata segnalata da numerose persone (ma nulla impedisce che circolino anche variazioni sul tema):
"Ciao ragazzi, questo non è uno scherzo. Oggi ho saputo dalla mia collega che un'hostess dell'Alitalia (il marito della mia collega lavora per l'Alitalia); in un volo per il Marocco, la ragazza ha trovato un portafogli sul sedile, quando i passeggeri scendevano. Sapeva di chi fosse, e così l'ha restituito. Il signore arabo, l'ha ringraziata molto e prima di uscire dall'aereoporto è tornato da lei e le ha detto, visto che lei gli ha fatto un grande piacere lui ne faceva uno a lei: "Non prenda la metropolitana a Roma o a Milano a Pasqua, succederà qualcosa di VERAMENTE BRUTTO, mi raccomando mi ascolti."
Ragazzi, fatelo girare il più possibile a tutte le persone che conoscete, Pasqua viene di 11 aprile ed il fatto non è irrilevante. FATELO GIRARE E' IMPORTANTISSIMO."
Questo episodio, che non si sa bene quando e dove è accaduto, si tratta proprio di una leggenda metropolitana. E ora spiegherò il perchè.
Innanzitutto la notizia raccontata è cosiddetta "di seconda mano" e troppo generalizzata (una persona invia il racconto di un'amica dell'amica, il cui marito ha sentito qualcosa nell'ambiente lavorativo presumibilmente da un altro amico dell'amico, etc). Tendenziosamente viene citata l'Alitalia (la compagnia di bandiera), un soggetto sociale reale ed autoritario che infonde al racconto un parvenda di ufficialità, ma in effetti non traspare nulla di ufficiale nella notizia.
Come da stereotipo, la minaccia del terrorismo islamico viene identificata in una generica persona araba (addirittura in un volo per il marocco, che nel nostro senso collettivo richiama l'idea dell'esotico, etc.), che a sua volta da un avviso anch'esso generico (l'avvertimento vale sia per Roma o per Milano, ovvero due delle principali città italiane).
Anche le modalità con cui viene restituito il portafoglio, tutt'altro che trascurabili, vengono omesse. Viene detto che la hostess sapeva di chi fosse. Allora era forse un suo amico? Aveva già parlato con il tipo? Gli era corsa dietro o l'aveva reincontrato per sbaglio all'interno dell'areoporto?
Il pericolo troverebbe giustificazione nel fatto che Pasqua cade nel giorno 11 (come gli attentati dell'11 settembre di New York, e dell'11 marzo a Madrid).
Se prendessimo il messaggio per così com'è, esso non farebbe troppo paura. Se incontrassimo uno sconosciuto che ci dice "Attento, a Pasqua potrebbe succedere qualcosa di brutto a Roma", probabilmente concluderemo che si tratti di un pazzo. E' il racconto concitato, l'uso di espressioni come "non è uno scherzo", "è importantissimo", "il fatto non è irrilevante" che ciprocura un certo senso di angoscia e di pericolo.
In seconda analisi dobbiamo rilevare che questo tipo di leggende si erano sparse anche poco dopo gli attacchi delle Due Torri dell'11 settembre a New York.
Anche lì si diffuse la voce che qualcuno era riuscito a salvarsi grazie alla "confidenza" di una persona araba, che si era sdebitata con qualcuno che gli aveva reso un favore. Interessante è il fatto che tutte le diverse versioni, che differiscono per località e ambientazioni (qui siamo in un aereo, altre volte in treno, altre in metropolitana o in autobus, sempre comunque su mezzi pubblici), riportano la stessa dinamica.
Una signora (o ragazza) aiuta un signore arabo (recupera il portafoglio, la salva da un pestaggio, lo salva dal pericolo di essere investito, etc.), il quale per "sdebitarsi" le da un avvertimento per permettere di salvarle la vita. Lei a questo punto diffonde l'avvertimento per "salvare" più persone possibile.