Il Vampiro: La parola alla Scienza

scritto da alessandro il 9 settembre 2003 Commenti 0 Creature Leggendarie

Per comprendere perché una figura come quella del Vampiro sia così antica e come mai sia affine a così tante culture diverse, è necessario mettere in evidenza l'ignoranza della cultura popolare riguardo in particolare le malattie, avvolte nel mistero, ed i processi di decomposizione, quasi totalmente sconosciuti. Ad esempio la "crescita" di unghie, capelli e denti è spiegata tramite gli effetti post mortem, quando la cute intorno alle unghie e la mucosa intorno ai denti si ritirano, dando l'impressione di un aumento di lunghezza.
Quando un cadavere si decompone, al suo interno vengono prodotti gas, causa di gonfiore e tumefazione. A causa del gas, nei corpi di sesso maschile, vengono gonfiati anche il membro e lo scroto, che raggiungono dimensioni notevoli. Va da se che in un clima di totale ignoranza, simili condizioni siano state facilmente interpretate come uno stato di miglior nutrizione, di benessere, di godimento. Un cadavere riesumato con tali caratteristiche veniva molto spesso dichiarato "vampiro", e si cercava allora di eliminarlo definitivamente. Il metodo più usato, è ben noto, era quello di conficcare un paletto nel petto del cadavere del presunto vampiro. La conseguenza diretta per questa operazione era la liberazione improvvisa dei gas, che esplodevano in una sorta di gemito e in sonore flatulenze.

È possibile in ogni caso un confronto tra la tradizione e le attuali spiegazioni sui fenomeni di post-mortem nonché sulle malattie di cui sarebbero stati vittime i "presunti" vampiri. Il tratto più caratteristico del vampiro sono senza dubbio i canini simili a zanne. Secondo la medicina, tale fenomeno potrebbe spiegarsi con una diplasia ectodermica iperidrotica, una malattia genetica che altera la normale crescita dei denti, facendo in modo che la dentatura appaia corta e smussata, ad eccezione dei canini, che risultano così più "affilati" del normale. Sarebbero stati poi questi stessi canini a lasciare il segno, tipico di un morso, sul collo della vittima.

È vero però, che molte patologie cutanee, come il pemfigo volgare, causano lesioni simili a quelle prodotte da un morso. Esistono poi altre malattie che potrebbero dare l'idea di vampiro. Ad esempio la morfea, malattia della pelle che provoca lesioni violacee al labbro inferiore, potrebbe dare l'idea di "bevitore di sangue".

Sempre per fare un esempio, molte patologie cutanee, come il pemfigo volgare, causano lesioni molto simili a quelle prodotte da un morso. In particolare, come vedete nella figura qui a destra, sia ha l'impressione di una sorta di morso, dovuto soprattutto a due "zanne" ben affilate.

Nel 1985, il chimico David Dolphin, mise in evidenza come una patologia cutanea, la porfiria, provochi caratteristiche molto simili a quelle tramandate dalla figura del vampiro. Essa è una malattia del sangue che provoca lo sfiguramento dei tratti e fa calare la resistenza dei tessuti ai raggi ultravioletti. Ecco perché queste creature bevevano il sangue degli animali per alleviare il dolore (un rimedio della medicina popolare allora assai comune) ed evitavano la luce del sole (una volta esposta, la pelle diventa infiammata e tumefatta; talvolta si copre di vesciche, cicatrizza e infine muore). Le cicatrici si coprono di un anormale quantità di peli, le labbra spaccate si ritirano scoprendo i denti, il naso si erode e in qualche caso le dita delle mani si consumano, facendole assomigliare a zampe. In alcuni casi, la malattia porta alla demenza.

Sarebbe poi anche giustificato il loro terrore per l'aglio, perché negli ammalati esso stimola le tossine contenute nel sangue facendoli gravemente peggiorare. E la paura di questi "vampiri" per la croce appare più che comprensibile: i poveretti erano terrorizzati dal simbolo degli inquisitori, i quali li avrebbero messi al rogo come creature demoniache. Ricordiamo infine che, secondo la psicologia, esiste il vampirismo clinico, o emosessualità, come un'attrazione di tipo sessuale verso il sangue che può degenerare in necrofilia. È una sindrome molto rara, ma dimostra che i vampiri esistono, anche se non hanno nulla di soprannaturale.

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